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APE: la classe energetica delle abitazioni


  • 24/gennaio/2017
Prima AQE, attestato di qualificazione energetica; poi ACE, ovvero attestato di certificazione energetica; infine APE, acronimo di attestato di prestazione energetica, un documento che descrive le caratteristiche energetiche di un edificio, un’abitazione o un appartamento. A tutti gli effetti, uno strumento di controllo che sintetizza le prestazioni energetiche degli edifici con una scala che va dalla lettera A (che rappresenta l’indice di prestazione più basso e quindi minori consumi) alla lettera G (il livello meno virtuoso). I livelli complessivi sono in tutto 10: i primi 4 si riferiscono alla A, a partire da A4 il più efficiente, fino ad arrivare ad A1. Rispetto al passato, per l’attribuzione della classe energetica si utilizza una sorta di campione virtuale con cui paragonare l’edificio o l’immobile soggetto a valutazione.

Al momento dell’acquisto o della locazione di un immobile, oltre ad essere obbligatorio, l’APE è utile per informare sul consumo energetico e aumentare quindi il valore degli edifici ad alto risparmio energetico. Dal 1° luglio 2009, va realizzato in caso di compravendita di immobili mentre dal 1° luglio 2010 è stato introdotto anche per le locazioni. Da gennaio 2012, è diventato obbligatorio l’inserimento degli indici di prestazione energetica negli annunci immobiliari. E infine, dal 1° Ottobre 2015, la normativa promuove la redazione degli APE secondo organizzazione, controllo e metodi nazionali, con alcune eccezioni concesse a quelle realtà, come la Provincia di Bolzano con la certificazione Casaclima, che hanno recepito interamente la direttiva comunitaria 2010/31/UE, e che quindi possono mantenere attivo il proprio sistema purché sia reso il più possibile vicino al quello statale.

Ma vediamo in dettaglio come funzione. Il certificatore energetico, ovvero la persona preposta a redigere l’APE, solitamente un tecnico abilitato alla progettazione di edifici e impianti come l’architetto, l’ingegnere o il geometra, effettua un’analisi energetica dell’immobile, valutando le caratteristiche delle murature e degli infissi, i consumi, la produzione di acqua calda, il raffrescamento e il riscaldamento degli ambienti, il tipo di impianto, eventuali sistemi di produzione di energia rinnovabile. In seguito, compila un apposito documento, composto da cinque pagine e suddiviso in due parti, e rilascia la “Targa Energetica” che sintetizza le caratteristiche energetiche dell’immobile. L’APE va conservato con il libretto della caldaia e consegnato al nuovo proprietario o al locatario.

Al di là dell’essere obbligatorio per legge, l’APE ha delle precise finalità. È uno strumento utile per valutare la convenienza economica al momento dell’acquisto o della locazione di un immobile in relazione ai consumi energetici. Si rivela anche importante nel suggerire efficaci interventi di riqualificazione energetica. Infine, se di fronte a certi tipi di edifici può rappresentare un’ulteriore pratica burocratica, a ben vedere è un documento che, sempre in occasione di una compravendita, è in grado di attestare un eventuale aumento di valore dell’immobile, grazie ai bassi consumi energetici. Infine, incentiva alla costruzione di edifici ad alto rendimento energetico e ristrutturazioni energetiche, con evidenti miglioramenti dal punto di vista dell’inquinamento ambientale.

Il costo di una certificazione energetica per un appartamento varia in media tra i 150 e i 200€ a seconda della città e delle caratteristiche dell’unità immobiliare. Un costo maggiore va previsto per immobili come ville, case a schiera, negozi, uffici, etc. Purtroppo, come per altri servizi professionali, il prezzo non è soggetto a una tariffazione minima decisa dagli Ordini o dagli Enti. Ecco quindi alcuni suggerimenti per assicurarsi un buon servizio ed evitare truffe. Prima di tutto, vale la pena chiedere più preventivi e valutare l’affidabilità del certificatore. Assicurarsi che nel preventivo siano compresi IVA, costi di spedizione, spese ed altri eventuali costi aggiuntivi. Diffidate di prezzi eccessivamente bassi, di certificatori che non fanno il sopralluogo, tra l’altro obbligatorio, e infine di quegli intermediari che propongono un proprio tecnico a un prezzo eccessivo.    






Autore
Monica Castiglioni

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